La luce tra le tenebre
Mar. 26th, 2022 08:26 amCOWT-12 SESTA SETTIMANA - M5
PROMPT: Oscurità
NUMERO PAROLE: 754
VALUTAZIONE: Giallo
AVVERTIMENTI: /
NOTA: canon AU
Tenebra.
Era l’unica cosa che i suoi occhi riuscissero a percepire intorno a sé.
Le sue mani erano protese - o almeno credeva lo fossero, non potendole vedere - a cercare i contorni di qualsiasi cosa lo circondasse, ma finora si erano strette soltanto intorno all’aria.
Ovunque fosse, quel luogo sembrava dannatamente immenso e completamente vuoto.
Non riusciva a definirne i confini per quanto camminasse in cerca di una via di fuga o anche solo di un accenno di vita a parte lui.
Non aveva nemmeno idea di come vi fosse finito e non era nemmeno totalmente sicuro di essere lì fisicamente.
Il suo corpo mancava di quella pesantezza che solitamente gli conferiva concretezza materiale.
Ricordava di essere nella Riserva insieme al resto dei suoi amici, cercando il malevolo folletto che aveva creato problemi in città nell’ultimo mese.
Scott aveva annusato una pista mentre tornava da un appuntamento con Allison e Stiles aveva organizzato un gruppo di ricerca nel giro di pochi minuti, informando Derek e il suo trio di beta di raggiungerli senza protestare, se volevano liberarsi finalmente del problema.
Tutti avevano subito la giusta dose di dispetti della fastidiosa piccola creatura da essere sufficientemente collaborativi da accantonare le divergente e collaborare per catturarla.
La traccia del profumo li aveva condotti nel folto del bosco, in una zona in cui le piante avevano uno aspetto malato e contorto.
Stiles si era chinato ad esaminarle, deciso a raccogliere dei campioni per Deaton, poi Derek aveva urlato il suo nome e un flash di luce lo aveva accecato.
E così era piombato nell’oscurità.
Non aveva idea di quanto tempo fosse passato da allora.
Intrappolato in quel luogo, dove a malapena riusciva ad avere coscienza di se stesso, gli sembrava trascorsa un’eternità.
Sperava che i suoi amici se la stessero passando meglio.
Maledizione, Derek doveva essere furioso.
Lo avrebbe rimproverato di nuovo per essere uno stupido debole umano indifeso.
Non che il lupo mannaro avesse mai usato quelle esatte parole per definirlo.
Solitamente si limitava a ringhiargli contro e accigliarsi, ordinandogli di stare alla larga dai suoi affari.
Stiles sapeva perfettamente però quale fosse l’idea che Derek aveva di lui.
Lo reputava una palla al piede.
Ecco perché l’alpha non lo considerava parte del suo branco e lui e Scott continuavano ad essere un duo di outsiders come in passato.
Con l’eccezione che Scott ora era un fighissimo lupo mannaro, popolare a scuola e con una ragazza.
Stiles invece era ancora soltanto Stiles.
Il fastidioso ragazzo con l’ADHD che faceva ricerche e ogni tanto riusciva miracolosamente a salvare una vita, ma che non veniva mai gratificato per questo.
Stiles era stanco di interpretare l’ultima ruota del carro, di essere dato per scontato, di mentire a suo padre o sviluppare cotte per persone fuori dalla sua portata.
Era strano come la propria situazione di pseudo prigionia non lo frustrasse affatto.
L’oscurità stava inghiottendo qualsiasi emozione insieme al suo desiderio di andarsene da quel misterioso luogo pacifico.
Forse non sarebbe stato tanto male rimanere lì per sempre, lasciandosi andare a quella sensazione di piacevole apatia.
“Stiles.”
Il ragazzo si riscosse al suono del proprio nome.
“Merda Stiles, apri gli occhi.” Implorò la voce familiare.
Derek?
Perché Derek lo stava chiamando con quel tono addolorato?
Non gli piaceva quell’inclinazione nella voce del ragazzo.
Lo faceva sembrare vulnerabile e scatenava in Stiles la voglia di avvolgerlo in una coperta per nasconderlo ai mali del mondo.
Mali che aveva fin troppo bene conosciuto.
“Per favore, Stiles.”
Stiles non aveva mai sentito Derek implorare.
Si sforzò, deciso a concedere qualsiasi cosa al lupo mannaro, pur di non dover mai più sentire la sua voce incrinarsi in quel modo pronunciando il suo nome.
Quando riuscì finalmente a riaprire gli occhi, Derek gli stava cullando il viso con una mano.
I suoi meravigliosi occhi verdi erano turbati dalla preoccupazione.
“Hey Sourwolf. Che è successo?” Chiese al ragazzo con un filo di voce.
Derek fece qualcosa che rimarrà per sempre impresso nella sua memoria.
Sorrise.
Sorrise, così apertamente di puro sollievo, da fargli credere per un momento di essere importante per lui.
“Niente. Non è successo niente.” Rispose l’alpha, accarezzandogli la guancia con il pollice. “Stai bene. Stiamo tutti bene.” Ripetè come un mantra mentre lo sollevava da terra.
Stiles si addormentò tra le sue forti braccia, improvvisamente esausto.
Anni dopo, quando quelle stesse braccia muscolose lo avvolgevano la notte nel letto, Stiles sapeva di aver preso la decisione giusta decidendo di non arrendersi all’oscurità.