Tre cuori e una gravidanza
Feb. 11th, 2021 04:05 pmCOWT-11 PRIMA SETTIMANA - M2
PROMPT: Trio
NUMERO PAROLE: 3775
VALUTAZIONE: Rosso
ATTENZIONE: Gravidanza
NOTA: /
Stiles e Derek stanno discutendo di avere dei figli da un po '.
Sono ormai insieme da anni, hanno una casa spaziosa, due lavori stabili e Beacon Hills è ormai un luogo sicuro in cui vivere e le loro esistenze non sono costantemente minacciate un giorno sì e l'altro puro dal primo psicopatico di turno. Il Nemeton sembrava essersi addormentato, esaurendo la sua malevola aura magica che attirava a sé ogni sorta di creatura soprannaturale del globo, riducendosi un mero enorme ceppo d'albero abbattuto nella foresta.
Avevano sgominato la minaccia dei cacciatori, catturando la signora Monroe e consegnandola nelle mani sicure delle forze dell'ordine, anche se la donna avrebbe meritato ben altro trattato considerato la scia di sangue che si era lasciata alle spalle.
Chris Argent aveva indetto un concilio subito dopo, convocando i Calavera e le maggiori famiglie di cacciatori, mettendole tutte d'accordo sul controllo d'ora in avanti i movimenti di chiunque intendesse approcciarsi alla professione di cacciatore.
Proteggiamo quelli che non possono proteggere se stessi. Diviene il nuovo codice.
Allison sarebbe stata fiera di suo padre.
L’ultimo pseudo scontro che aveva interessato il branco risaliva a più di sei mesi prima, quando un omega errante si era spinto troppo vicino ai confini del loro territorio, sfidando il buon senso generale e approcciando Malia che era in giro per i boschi sotto forma di coyote. La ragazza aveva saputo difendersi bene, ricacciando il lupo da dove era venuto senza dover richiedere l’intervento di nessuno.
Stiles era anche riuscito miracolosamente a prendere una laurea a Berkeley. Non rimpiangeva di aver abbandonato i suoi studi a Quantico, nonostante avesse sognato di far parte dell’FBI sin da bambino. Crescendo e maturando si era ben presto reso conto di quanto le priorità potessero cambiare con il passare degli anni.
Il piccolo Stiles non vedeva l’ora di mettersi alla prova, usare le sue puntine colorate sulla lavagna di sughero che suo padre gli aveva comprato, raccogliendo informazioni per risolvere i casi più insidiosi, sventolando una pistola giocattolo mentre giurava di difendere la giustizia e catturare i cattivi una volta che fosse cresciuto. Lo Stiles adulto invece, conosceva il peso della pistola nel palmo della mano, il sapore metallico del sangue sulla lingua e il rumore soffocato dell’ultimo respiro che annunciava l’arrivo del freddo abbraccio della morte. Conosceva il rimpianto e il dolore della perdita.
Alle porte del suo ventisettesimo compleanno, il regalo migliore che avrebbe potuto chiedere era quello di poter allargare la propria famiglia con un figlio o una figlia.
C’erano però alcuni ostacoli che nè lui nè Derek sapevano ancora come superare per realizzare il desiderio condiviso.
L’adozione era fuori discussione.
Derek non avrebbe potuto fare richiesta, visti i suoi precedenti penali, nonostante ora abbia trovato un lavoro e sia un membro attivo e rispettabile della società, d’altra parte Stiles non ha sufficienti credenziali economiche. Lo stipendio da vice era quello che era, ma anche se fosse riuscito a convincere gli assistenti sociali di potersela cavare come genitore single e provvedere a tutte le spese che un bambino richiedeva, probabilmente la sua domanda sarebbe stata rigettata nel momento in cui avrebbero controllato il suo indirizzo di residenza. Da quando è tornato dal college, vive ufficialmente con Derek nella nuova casa Hale - rinominata Hale/Stilinski - nella riserva.
Derek era decisamente abbattuto di essere il motivo principale del loro impedimento all’adozione, anche se l’orgoglioso lupo mannaro non voleva darlo a vedere.
Ovviamente nessuno dei due uomini disponeva di un utero, quindi una normale gravidanza era fuori discussione.
Anche se Peter aveva suggerito il nome di alcune sue dubbie conoscenze che avrebbero potuto rapidamente risolvere il loro problema ricorrendo alla magia. Stiles aveva rifiutato categoricamente l’idea, mentre Derek l’aveva tenuta per settimane in considerazione.
Alla fine avevano concordato fosse troppo sconsiderato fidarsi di Peter.
L’unica alternativa rimasta, era quella che andava ad entrambi meno a genio. Ossia rivolgersi a una donna che potesse prestare loro il proprio utero.
Sia chiaro, nessuno dei due uomini era contrario alla pratica in sé, ma decidere di affidare il bambino di un lupo mannaro alpha a una completa estranea nascondeva i suoi pericoli.
Derek era quello più sfavorevole all’idea, conoscendo i propri istinti.
I lupi mannari diventano molto protettivi verso i loro compagni - anche surrogati che fossero - durante la gravidanza. Chiunque avrebbero scelto, sarebbe dovuto quantomeno essere al corrente del mondo soprannaturale o idoneo a non impazzire qualora ne fosse venuto a conoscenza.
È così che un giorno Lydia decide di farsi avanti, proponendo la soluzione idealmente perfetta.
Sarebbe diventata una madre surrogata per loro, a patto che avesse potuto partecipare attivamente all’attività di inseminazione.
“Wooooah, frena un secondo.” La ferma subito Stiles, guardandola con occhi sgranati. “Mi stai dicendo che dovremmo fare sesso?”
“Sì, Stiles, è così che nascono i bambini.” Risponde lei con un sorriso divertito.
“Lyds, lo so benissimo come nascono i bambini.” Sbuffa, roteando gli occhi. “Quello che voglio dire… Tutti e tre?” Borbotta in imbarazzo, muovendo la mano tra loro per indicarli a turno.
Derek è seduto di fianco a lui al tavolo della caffetteria dove stanno facendo colazione, ammutolito.
Quando quella mattina si erano offerti di portare Lydia fuori a colazione durante le sue vacanze in città, non si sarebbero mai aspettati di affrontare quella discussione.
Lydia si limita ad alzare le spalle. “Perché no? Siamo tutti e tre adulti consenzienti e vi trovo entrambi sufficientemente attraenti per provare un ménage à trois.” Sentenzia con nonchalance, come se stesse proponendo di condividere un frappè bevendo dalla stessa cannuccia.
Il cervello di Stiles era andato in corto circuito, immaginando il realizzarsi di una delle sue più grandi fantasie sessuali - Derek Hale e Lydia Martin dentro il suo letto, capite? - mentre Derek era arrossito così violentemente all’idea da spaventarli entrambi.
“Come farai con gli studi? Non volevi andare in Europa?” Domanda Stiles, incitando Derek a bere un bicchiere d’acqua.
Non avrebbe mai permesso che la sua migliore amica, nonché cotta storica del liceo, mettesse in pausa la propria vita per la gravidanza di qualcun altro.
“Ho già una doppia laurea, un master e conduco ricerche che posso continuare a seguire comodamente online. Penso di potermi meritare un anno sabbatico se decido di prenderlo.” Dichiara con convinzione la ragazza, sporgendosi sul tavolino. “Stiles. Voglio fare questo per voi.” Aggiunge, con tono improvvisamente dolce. “Ve lo meritate.”
Stiles e Derek promettono di pensarci e Lydia cambia prontamente discorso, raccontandogli della vita da topo di laboratorio che conduce a Stanford.
Non passano molti giorni prima che la coppia ceda e accetti l’offerta.
Concordano all’unisono di non organizzare alcunché di concreto, lasciando pieno potere al caso. Escono, cenano insieme, vanno a vedere l’ultimo film degli Avengers al cinema - più per accontentare Stiles in quel caso - e nell’eventualità che durante uno dei loro incontri fosse scattata la scintilla, avrebbero agito di conseguenza.
Nel frattempo si divertono insieme, passando una piacevole estate.
Durante uno degli ultimi giorni di permanenza di Lydia in città, sono riuniti tutti e tre sul divano di casa Hale/Stilinski a guardare un film, i due ragazzi stretti vicino, accoccolati contro un bracciolo, con Lydia sdraiata con la testa in grembo a Stiles.
Derek sta disseminando baci pigri lungo il collo del compagno, mentre quest’ultimo sta passando distrattamente una mano tra i morbidi capelli biondo fragola dell’amica.
Lydia aveva sempre adorato i grattini. Anche quando loro due stavano insieme, passavano ore attorcigliati nel letto o sul divano con lei che esigeva di essere coccolata finchè non si fosse addormentata o ne avesse avuto abbastanza. Non era mai stata timida nel prendere ciò che desiderava.
La ragazza socchiude gli occhi, sospirando compiaciuta per le amorevoli attenzioni.
Nel frattempo, il lupo mannaro sembra aver perso completamente interesse per il film, trovando un piacevole intrattenimento nello stuzzicare il proprio ragazzo, lasciando vagare una mano sotto la sua maglietta fino a rintracciare un capezzolo, ruotandolo tra le dita mentre con i denti raschia contro un punto particolarmente sensibile dietro il suo orecchio.
Stiles si morde il labbro, deglutendo pesantemente, sentendo il proprio cazzo iniziare a risvegliarsi nei pantaloni. “Der.” Ansima, artigliando con la mano una delle cosce muscolose del partner.
È sicuro, dal sorriso divertito che sta curvando le labbra carnose di Lydia, che anche lei possa notare la crescente eccitazione che sta iniziando a tendere i suoi pantaloni. Quello a cui non è preparato, è vederla avvicinarsi al suo cavallo e chiudere la bocca calda contro il contorno rivestito del suo cazzo.
“Fanculo.” Impreca, reclinando la testa sulla spalla di Derek con un gemito. “Ragazzi, dovremmo spostarlo in camera da letto. Tipo adesso.” Propone prima di perdere completamente la testa, ricevendo un febbrile assenso collettivo.
I vestiti vengono strappati via e disseminati lungo il tragitto fino alla porta della camera, lasciandoli con solo la biancheria intima a coprire le loro intimità.
Lydia si stende sul letto king size della camera padronale, sufficientemente grande da poter comodamente ospitare tutti e tre per l’occasione, agitando giocosamente un dito nella loro direzione, invitandoli a raggiungerla.
È una visione peccaminosamente seducente, distesa sulle coperte blu di cotone egiziano nel suo intimo ricamato in pizzo color lilla.
Stiles è il primo ad avvicinarsi alla banshee, avventandosi su di lei come un marinaio stregato dalla melodiosa voce di una sirena.
Bacia e accarezza riverente ogni centimetro di pelle che riesce a raggiungere, prendendosi il suo tempo per entrare nuovamente in confidenza con le familiari sporgenze di un corpo femminile, suscitando una piccola risata dalla ragazza quando le provoca solletico accarezzandole i fianchi con un tocco talmente leggero da sembrare una piuma.
“Andiamo Stiles, non trattarmi come una vergine casta e pura.” Incita, tirandogli un labbro tra i denti.
Ubbidisce, baciandola voracemente, lasciandosi trasportare dall’eccitazione.
Ricorda ancora ogni punto sensibile del corpo di Lydia, quelli che la fanno gemere d’appagamento e bagnare, quelli che la stuzzicano ma la fanno sospirare di frustrazione, cosa fare per farle implorare di più o chiedergli di rallentare per la troppa stimolazione. Derek rimane ad osservare in un primo momento ai piedi del letto, affascinato dai due corpi avvinghiati sulle lenzuola. Assapora l’odore di lussuria che aleggia nell’aria, inspirando a pieni polmoni, finché Stiles gli lancia uno sguardo curioso, leccandosi le labbra in una chiara esortazione. Il lupo ringhia, raggiungendo i due amanti, desideroso di mettersi in gioco e sperimentare.
“Come dovremmo farlo?” Chiede ansimante Stiles, massaggiando i seni sodi di Lydia mentre Derek gli palpa i boxer umidi di prevenire.
Aveva in mente una serie praticamente infinita di posizioni che gli sarebbero piaciute provare. Sopra, sotto, in mezzo, sesso orale, penetrativo, dare, ricevere, gli sarebbe andata bene qualsiasi cosa.
“Innanzitutto, smettila di pensare. Posso letteralmente vedere gli ingranaggi lavorare nella tua testa.” Consiglia sarcasticamente la banshee, facendolo sbuffare.
Derek soffoca una risata contro la sua nuca. “Lasciamo che le cose accadano come avevamo deciso.” Esorta, avvolgendo la mano intorno al membro gocciolante del compagno, accarezzandolo con lenti movimenti esperti.
“Giusto.” Concorda stupidamente il ragazzo. “Ma voglio che Lydia mi fotta con le dita mentre succhio il tuo cazzo finché non mi vieni in gola, Der.”
L’alpha ringhia, approvando la sua richiesta.
“Oh cielo. Credo che potrei avere un orgasmo solo sentendoti parlare sporco.” Commenta la ragazza, estasiata.
“Non è già successo prima?” Insinua maliziosamente l’altro, alzando un sopracciglio.
Lydia rotea gli occhi, allontanandosi per frugare nel cassetto del comodino alla ricerca del lubrificante.
“Come sapevi dove fosse?” Le domanda Derek, perplesso.
“Intuito femminile.” Ironizza in risposta, aprendo il tubetto per bagnarsi le dita con il freddo liquido viscoso, strofinandole poi insieme per riscaldarlo. Stiles si sistema accucciandosi a carponi tra loro, umettandosi le labbra in anticipazione quando il lupo mannaro si libera dei boxer e gli sventola il suo grosso cazzo gonfio davanti al viso. È una distrazione sufficiente da distrarlo quando un primo esile dito di Lydia lo penetra sperimentalmente, sondando le strette pareti interne del suo tratto anale.
“Puoi usarne subito due, Lyds.” Sprona agitando il sedere, leccando una striscia umida dalla base del cazzo del lupo fino alla punta, abbassando il prepuzio per succhiare il glande arrossato, gemendo rumorosamente con soddisfazione quando Derek spinge con i fianchi per scopargli superficialmente la bocca.
“Puttana.” Lo apostrofa lei, seguendo le sue istruzioni.
“Mhm… nessuno di voi due si è mai lamentato.” Fa notare Stiles compiaciuto. Quando alza gli occhi per incrociare il loro sguardo, Lydia e Derek si stanno scambiando un bacio avido tutto lingue. “Gesù. Questo è meglio delle mie fantasie.” Esala, rabbrividendo quando la punta delle dita di Lydia sfiora la sua prostata.
Si divertono per ore, provando tutto ciò che li fa sentire bene e a loro agio, collassando infine esausti in un mucchio sudato di arti confusi.
“Dovremmo decisamente rifarlo.” Sancisce Stiles, scatenando una risata generale.
Lydia parte quel fine settimana.
Hanno fatto sesso altre due volte prima della data della partenza, ma non hanno avuto modo di discutere appropriatamente della relazione instauratasi. Lydia sosteneva che non avevano bisogno di un’etichetta e Stiles concordava con lei. Il lupo mannaro sembrava essere dello stesso avviso, perché aveva sorriso quando la ragazza li aveva salutati entrambi in aeroporto con un bacio a stampo sulle labbra.
Un tizio aveva osato fare un commento poco gradito verso Lydia, sulla falsariga di quanto fosse ‘una ragazza facile’, guadagnandosi la miglior occhiataccia assassina nel repertorio del lupo mannaro e il dito medio di Stiles.
Un mese più tardi, entrambi vengono svegliati in piena notte dallo squillare insistente del telefono di Stiles.
“Sono incinta.” Dichiara la banshee, rimettendo il contenuto del proprio stomaco in diretta telefonica.
Stiles esulta lanciando un pugno al cielo.
Lydia acquista un biglietto aereo per Beacon Hills il giorno dopo. Quando atterra, Derek le corre incontro per abbracciarla entusiasta, strofinando il naso contro il suo collo per profumarla.
La gravidanza per loro fortuna procede nella totale tranquilla normalità.
La ragazza continua ad avere la nausea fino al quarto mese di gestazione, rendendole difficile assumere concretamente cibo solido. Diventa schizzinosa con sapori e odori, rifiutando anche gran parte dei suoi cibi preferiti, ma sia Stiles che Derek sono ben felici di viziarla e assecondarla in tutto, senza farle mancare nulla.
Si trasferisce in pianta stabile con loro quando gli istinti protettivi alpha di Derek diventano troppo prepotenti, rendendo difficile al lupo mannaro ignorarli.
L’alpha ringhia a chiunque osi avvicinarsi troppo a lei o al bambino, prendendosela in particolar modo in un’occasione con Scott, quando il ragazzo allunga una mano per toccare il ventre gonfio di Lydia, senza chiedere il permesso. Stiles è costretto ad avere una lunga conversazione con il suo migliore amico sull’importanza del rispetto degli spazi personali.
Ogni membro del branco visita il trio in dolce attesa appena la notizia della gravidanza diventa di dominio pubblico, portando le loro congratulazioni insieme a piccoli doni e cibo, quando Lydia esce dalla fase vomito e entra in quella della fame irrefrenabile.
Jackson vola insieme ad Aiden da Londra alla prima occasione, cogliendo l’opportunità di poter minacciare Derek e Stiles di strappare le loro gole se avessero fatto soffrire Lydia.
Peter si fa vivo dal nulla verso il sesto mese, reggendo sottobraccio una vecchia culla di legno e una busta da lettere in mano. Derek ha bisogno di un momento da solo dopo aver sistemato la culla nella futura stanza del bambino.
Lydia si occupa di aprire la busta. È stupita di trovarci dentro i documenti di un conto deposito per il college del futuro nascituro. Stiles deve essere onesto per una volta e ammettere che lo trova un pensiero davvero carino, conoscendo gli standard del vecchio lupo zombie.
I due ragazzi riorganizzano i propri orari lavorativi dopo il quinto mese, così che almeno uno di loro possa sempre essere a casa per tenere d’occhio Lydia, anche se la ragazza continua a ripetergli di non aver ancora bisogno di una babysitter.
Derek sfoggia quel sorriso idiota che gli scopre gli incisivi da coniglio ogni volta che il feto inizia a scalciare, agitandosi all’interno della sacca amniotica. Profuma Lydia e Stiles alla prima occasione con un tocco fugace, un abbraccio, strofinando la barba contro la curva del loro collo o marchiandoli con il proprio sperma se possibile.
Lo stomaco di Lydia si gonfia con il procedere dei mesi fino a raggiungere la grandezza di un cocomero maturo. I lineamenti del viso si arrotondano, le caviglie si ingrossano, piccole smagliature appaiono sui suoi fianchi e diventa sempre più intrattabile via via che la data del parto si avvicina.
Benché abbiano passato l’ultimo mese a prepararsi per il fatidico giorno, la rottura delle acque li coglie tutti alla sprovvista mentre sono riuniti in salone per una riunione di branco straordinaria, festeggiando il ritorno di Isaac a Beacon Hills dopo tanti anni.
Lydia si sta alzando dal divano per salutare il ragazzo in questione, quando una contrazione la fa piegare su se stessa e liquido caldo le cola tra le gambe, allagando il pavimento e bagnando il cuscino su cui era stata seduta.
“Credo mi si siano rotte le acque.” Comunica con una smorfia di dolore, tentando di risedersi.
Scott lancia in un gesto automatico il primo oggetto assorbente - che si rivela essere la sciarpa che Isaac stava indossando fino a qualche minuto prima - sul cuscino.
Lo sguardo scioccato del beta alla scena resterà per sempre impresso nelle menti di tutti.
Il panico generale si diffonde e tutti si muovono come api impazzite, chi recuperando la borsa di Lydia per l’ospedale, chi aiutando a sincronizzare il respiro della partoriente, chi monitorando l’orologio per segnare e tenere d’occhio la frequenza delle contrazioni.
La corsa in ospedale avviene in una nebbia confusa. Melissa li sta già attendendo davanti all’ingresso del pronto soccorso al loro arrivo.
Li conduce rapidamente in sala parto e sia Stiles che Derek vengono invitati ad assistere Lydia nel parto. Stiles giura di non aver mai visto Derek così pallido in vita sua mentre stringe l’esile mano della ragazza quando urla e spinge per espellere il bambino.
Lydia mette al mondo una bellissima bambina di tre chili e seicento grammi, sana come un pesce. La piccola urla a pieni polmoni quando Derek la prende in braccio, ferendo i sensibili timpani del padre.
“Ha la tua voce.” Scherza Stiles, accarezzando amorevolmente la guancia di una Lydia esausta.
La ragazza ricambia il gesto con un sorriso stanco. “Spero allora non abbia ereditato la tua iperattiva. Eri un vero inferno da bambino.”
La chiamano Rebecca e decidono tacitamente di non chiedersi mai una volta chi dei due uomini sia il padre biologico. Non hanno bisogno di saperlo per amarla con tutto il loro cuore.
La bambina ha grandi occhi verdi, vispi e intelligenti, una folta peluria scura sulla testa che diverrà ben presto una zazzera di capelli indomabile, un delizioso nasino all'insù e piccoli nei fanno capolino un po’ ovunque sul suo corpo minuscolo, contrassegnando la pelle chiara.
Derek non può dire con certezza se la bambina sia del tutto umana o meno quando la affida alle cure delle infermiere, l’odore della neonata ancora troppo confuso con quello della madre e dei fluidi del parto. Dovranno aspettare per capirlo, ma nel caso dovessero allevare una piccola licantropa o banshee, potranno sempre contare sull’aiuto di un branco forte e coeso.
Rebecca ha il suo primo turno a dieci anni, durante la luna piena di Marzo. Derek comincia ad addestrarla subito dopo al controllo, preoccupato, ma la ragazza è un'allieva facile e trova rapidamente la sua ancora.
Rebecca ha ora undici anni, sta rotolando sul prato insieme a suo fratello Luke - nessuno era riuscito a fermare Stiles dallo scegliere un nome inerente Star Wars questa volta - di otto anni, mentre i loro genitori li tengono d’occhio, seduti al riparo della veranda, godendosi quella splendida giornata di metà estate.
“Papà! Luke mi ha morso.” Brontola acutamente Rebecca correndo da loro, tenendo il fratellino a distanza con uno sguardo truce.
Quando aggrottava le sopracciglia scure era la copia in miniatura di Derek.
“Non è vero!” Mente spudoratamente il bambino, raggiungendola, sporgendo il labbro infantilmente. I suoi occhi ambranti sono lucidi di finte lacrime quando si rivolge ai genitori.
Il ragazzino meriterebbe un oscar per la sua interpretazione.
“Stai mentendo!” Protesta la sorella, sorridendo entusiasta per essere riuscita a captare la menzogna.
I suoi zii sarebbero stati fieri di lei quando glielo avrebbe detto. Erano settimane che si allenava a distinguere il battito cardiaco, esercitandosi con i membri del branco per imparare a rilevare le bugie. Alcune persone erano più facili da leggere di altre, come Liam o Scott, che nonostante fosse un alpha non aveva mai imparato a mentire. Poi c’erano quelli come lo zio Peter, che erano imperscrutabili e non avresti mai avuto la certezza se stessero dicendo la verità o meno.
Luke sbuffa contrariato, ovviamente infastidito dall’essere stato scoperto, schiacciando dispettosamente il piede della sorella per ripicca.
Rebecca ringhia tra i denti, mantenendo però il controllo del proprio lupo senza reagire.
“Smettetela adesso voi due.” Rimprovera Derek con tono fermo, il rosso alpha che brilla momentaneamente nei suoi occhi.
“Luke, non puoi mordere tua sorella. Anche se sei umano, i tuoi denti possono ancora ferire e provocare dolore.” Fa eco Stiles lanciando uno sguardo acuto al bambino, rafforzando la posizione del compagno.
Sua figlia storce la bocca in un sorriso vittorioso al rimprovero.
“Tu, signorina, però non dovresti nemmeno prendere in giro le amicizie di tuo fratello.” Ammonisce Lydia, alzandosi per sistemare i capelli arruffati del figlio minore.
“Ma-”
“Non mentire. Ti abbiamo sentita tutti prendere in giro il nuovo apparecchio di Kevin.” Rimarca la madre, pettinando con le mani le morbide ciocche bruno-rossicce del bambino, ignorando le sue proteste.
Rebecca abbassa lo sguardo con vergogna.
“Scusa.” Borbotta a mezza bocca poco dopo, allungando il mignolo verso il fratello per fare pace.
Luke, liberatosi finalmente delle attenzioni indesiderate rivolte ai suoi capelli, accetta felicemente di stringere il mignolo della sorella con un sorriso raggiante. “Scuse accettate. Ma faresti bene a ricordare che solo io posso prendere in giro i miei amici!”
“Nemmeno tu dovresti.” Rimarca Stiles, trattenendo una risata.
Risolto il litigio, i due ragazzini tornano a scorrazzare in giardino, usando gli alberi della Riserva come nascondigli quando decidono di giocare a nascondino. Rebecca promette solennemente con una croce sul cuore di non utilizzare i suoi sensi da lupo mannaro nella ricerca del fratello, anche se il ragazzino non sembra esserne totalmente convinto, lanciandole uno sguardo carico di sospetto.
Stiles, Derek e Lydia seguono la scena, sorridendo in direzione dei loro figli.
Nessuno di loro tre è mai stato così felice nella loro vita come ora.