La sintesi dell'amore
COWT-12 SESTA SETTIMANA - M5
PROMPT: Sintesi
NUMERO PAROLE: 755
VALUTAZIONE: Giallo
AVVERTIMENTI: Abusi
NOTA: College AU
‘Ti amo’.
Due semplici parole, la sintesi di un complesso sentimento.
Stiles si era aspettato che quando avrebbe finalmente pronunciato quelle parole, la persona a riceverle le avrebbe dette a sua volta.
Ma così non era stato nè la prima, nè la seconda e neanche la terza volta.
Era giovane, gli ripetette suo padre cercando di consolarlo quando tornò a casa con occhi carichi di lacrime.
Stiles tirò su col naso e annuì, credendogli ciecamente.
Avrebbe tentato ancora.
Aveva tempo, dopotutto era appena un adolescente.
Ogni tentativo era stato un nuovo buco nell’acqua.
Forse stava sbagliando qualcosa o forse si innamorava troppo facilmente.
Non gli piaceva però l’idea di star svalutando i propri sentimenti.
Stiles sapeva cosa aveva provato e sapeva che quello era stato amore ogni volta che aveva pronunciato le importanti parole.
Non era sicuro lo fosse stato per tutte quelle persone che avevano millantato di provare lo stesso sentimento per lui.
Theo aveva detto di amarlo più di ogni altra cosa, eppure lo aveva allontanato anche da tutti i suoi amici e picchiato quando Stiles aveva fatto qualcosa che lo irritava.
Stiles provò più volte a reciderlo fuori dalla sua vita, ma ogni volta Theo si ripresenteva alla sua porta in lacrime e con delle scuse, promettendo che sarebbe cambiato perché teneva a lui e non voleva perderlo.
Stiles era stato per molto tempo uno sciocco nel credergli.
Arrivato a un certo punto della sua vita, aveva tristemente imparato a tenere a freno la lingua per paura di dar voce al suo cuore.
Troppe volte era stato il primo a mettere in tavola i propri sentimenti, finendo col temere il momento in cui avrebbe dovuto pronunciare nuovamente le due fatidiche parole.
Ad essere onesti, dopo Theo preferiva evitare qualsiasi coinvolgimento sentimentale che andasse oltre il sesso occasionale con sconosciuti o gli ‘amici con benefici’.
Perciò, quando Derek Hale, il ragazzo più sexy del campus e l’attuale persona che stava frequentando, aveva detto di amarlo, la reazione di Stiles era stata quella di alzarsi dal letto sul qualeavevano appena scopato, raccogliere i propri vestiti e fuggire dalla stanza.
Derek aveva provato a parlargli per capire quale fosse il problema, ma Stiles si era chiuso a riccio e aveva ordinato a Lydia di dire al ragazzo di smetterla di assillarlo con le sue telefonate o presentandosi al loro appartamento.
“Sei un idiota.” Rimproverò la ragazza, non discutendo però la sua decisione.
Lydia era davvero una buona amica.
Non era che Stiles non ricambiasse i sentimenti di Derek, al contrario.
Ma lasciarsi sperare che questa volta fosse la volta buona era terrificante.
La ferita di Theo era ancora fresca, cosa avrebbe fatto se Derek si fosse rivelato l’ennesimo stronzo di passaggio?
Derek riuscì a metterlo all’angolo nella biblioteca dell’università una settimana più tardi.
“Posso sapere cosa dannazione ti ho fatto?”
“Non è il luogo adatto a una scenata, Derek.” Ricordò Stiles immediatamente sulla difensiva.
Alcuni studenti lanciarono loro occhiate incuriosite dai tavoli introno a loro.
“Non voglio fare una scenata. Non voglio nemmeno sapere se ricambi o no quello che ti ho detto quella sera.” Sospirò frustrato il ragazzo, afflosciandosi sulla sedia di fronte a lui. “Voglio solo sapere perché continui ad evitarmi. Pensavo fossimo amici.”
“Lo siamo.” Confermò di getto Stiles.
“Allora spiegami perchè.” Supplicò Derek, guardandolo dritto negli occhi.
Stiles distolse lo sguardo, imbarazzato.
“È complicato.”
“Lo è solo se non vuoi aiutarmi a capire.” Affermò risolutamente l’altro.
Fu proprio la sua risolutezza a convincere Stiles ad aprirsi.
Invitò Derek a seguirò al bar per prendere un caffè e gli raccontò tutto.
Di Theo, dei traumi che si stava trascinando dietro e dei suoi timori.
Derek fu paziente, ascoltò tutto ciò che Stiles aveva da dire senza interromperlo.
“Quindi il problema non sono io?” Chiese quando Stiles ebbe finito.
“Non sei tu.” Chiarì il ragazzo.
Derek abbozzò un sorriso speranzoso.
“Possiamo ancora essere amici?”
“Mi piacerebbe.” Ammise sincero Stiles. “Ma non penso dovremmo più fare sesso.” Ribadì esaustivo.
Derek roteò gli occhi.
“Lo avevo capito.” Borbottò, mezzo arrossito.
Stiles nascose un sorriso nella propria tazza di caffè.
Non era così stupido da credere che sarebbero riusciti a resistere alla tentazione di ricadere nelle brutte abitudini.
Il suo non era un ‘no’ definitivo.
Derek doveva solo trovare il modo per riparare il suo cuore danneggiato.
Se non poteva farlo a parole, avrebbe lasciato che fossero le azioni a parlare.
Ti amo era una sintesi troppo convenzionale per quello che sarebbero arrivati a provare l’uno per l’altro in futuro.